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La Storia

Palazzo Verità-Poeta è una dimora patrizia del '700 che lega il suo nome alla nobile famiglia Verità-Poeta. Le vicende dei Verità già da sempre residenti a Verona si intrecciano nei secoli con quella della città sino al punto da perdersi nelle sue origini.

Il luogo in cui sorge Palazzo Verità-Poeta, grazie anche alla sua felice ubicazione, sin dall'antichità è stato intensamente edificato. Esso infatti si trova ad essere in prossimità delle mura romane prima, medievali poi, nonché nelle vicinanze dell'Arco dei Gavi, uno degli accessi principali della città.

Alla costruzione ed alla decorazione del palazzo parteciparono durante la metà del XVIII secolo alcuni tra i migliori artisti italiani dell'epoca. Il più conosciuto tra questi é sicuramente Antonio Galli da Bibiena (1697-1774), famoso architetto e costruttore di teatri in tutta Europa. Il Bibiena ebbe forse l'incarico di progettare l'intero palazzo e sicuramente, di disegnare la decorazione del salone principale e sovrintenderne i lavori.

Tra gli ulteriori artisti partecipi dell'opera sono invece da ricordare Filippo Maccari (1725-1800), Francesco Lorenzi (1723-1787) e Lorenzo Pavia (1741-1764), tutti ritratti sopra le porte della sala principale, il Salone delle Feste. Da quest'ultimo, particolarmente ampio a luminoso, si accede alle altre sei sale del piano nobile, tutte aventi una superficie compresa tra i 35 e 70 mq. La caratteristica principale di queste sale, sono i meravigliosi affreschi e gli arredi, caratteristici mobili d'epoca. La presenza del Pavia tra gli esecutori degli affreschi del salone permette inoltre di datare con precisione la conclusione dei lavori di costruzione del palazzo. Lorenzo Pavia infatti muore nel dicembre del 1764 subito dopo aver portato a compimento la sua opera di decorazione del palazzo.